Come si legge un testo antico di alchimia e astrologia medica

Campo minato quello di leggere e interpretare un testo antico o classico di astrologia ed alchimia senza cadere nella tentazione di lasciarsi affascinare dai simboli e dalle allegorie che esso contiene. Se è vero che molti di questi testi rispondono alla volontà degli autori di difendere la loro disciplina dalla curiosità dei non-iniziati, è altrettanto innegabile che certe immagini, allegorie e simboli sono l’espressione di una forma mentis a cui il lettore moderno deve accostarsi con un paziente lavoro di riflessione e di rispetto a quel mondo. Gli Autori del presente libro hanno appunto cercato di fare questo, ognuno nell’ambito delle proprie competenze, senza avere la pretesa di fornire chiavi universali di interpretazione, ma solo di suggerire approcci conoscitivi che il lettore potrà approfondire.


I contributi:

Adele Maiello, Il linguaggio degli alchimisti

Paolo Aldo Rossi, La “scienza della trasformazione”: chokhmat ha-tzeruf oppure physikà kaì mystikà

Lucia Bellizia Tetrábiblos – Libro III, cap. 13

Maura Sonia Barillari, Delle infermità e delle malattie La ‘biblioteca’ di uno speziale: leggere il ms. Ashburnham 105 della Biblioteca Laurenziana di Firenze

Ida Li Vigni, Teorie e credenze mediche al tempo di Cecco d’Ascoli

Massimo Marra, Dealbate Latonam et rumpite libros: come si legge un libro di alchimia

Alessio A. Miglietta, Praxis, 1693. L’addio di Newton all’alchimia

Davide Arecco, Nato sotto Saturno: Johannes De Monte-Snyder e la iatrochimica europea (1665)

Walter G Sannita, C. G. Jung, l’alchimia e la chimica industriale.

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